Home BLOG Articoli filtrati per data: Novembre 2011
Martedì 22 Novembre 2011 19:24

Sei magnifica!

Così scrive una tredicenne nel suo diario personale...

Il mio papà dice che sono enormemente magnifica.
Io mi chiedo se lo sono davvero.
Per essere enormemente magnifica...
Sara dice che bisogna avere bellissimi, lunghi capelli ricci come i suoi. Io non li ho.
Per essere enormemente magnifica...
Gianni dice che bisogna avere denti bianchi e perfettamente dritti come i suoi. Io non li ho.
Per essere enormemente magnifica...
Jessica dice che non devi avere quelle piccole macchie marroni sulla faccia che si chiamano lentiggini. Io le ho.
Per essere enormemente magnifica...
Marco dice che bisogna essere la più intelligente della classe. Io non lo sono.
Per essere enormemente magnifica...
Stefano dice che bisogna saper dire le battute più buffe della scuola. Io non lo so fare.
Per essere enormemente magnifica...
Laura dice che bisogna vivere nel quartiere più carino della città e nella casa più graziosa. Io non lo faccio.
Per essere enormemente magnifica...
Mattia dice che bisogna indossare solo i vestiti più carini e le scarpe più alla moda. Io non li indosso.
Per essere enormemente magnifica...
Samantha dice che bisogna provenire da una famiglia perfetta. Non è il mio caso.
Ma ogni sera, quand'è ora di dormire, papà mi abbraccia forte e dice:
«Tu sei enormemente magnifica e io ti voglio bene!».
Papà deve sapere qualcosa che i miei amici non sanno....

Anche Dio, in ogni istante, ti abbraccia forte e dice
"Tu sei enormemente magnifica e io ti voglio bene!"...
Dio deve sapere qualcosa di te che gli altri non sanno.

Pubblicato in Blog
Giovedì 10 Novembre 2011 16:23

La Bibbia e il telefonino

La Bibbia e il telefonino

Puoi immaginare cosa succederebbe se noi trattassimo la Bibbia nel modo in cui trattiamo il nostro telefonino? …
se noi trasportassimo la Bibbia nella nostra 24 ore, nella borsetta, appesa alla cintura, o nel taschino della nostra giacca? …
se le dessimo un colpo d’occhio più volte nella nostra giornata? …
se tornassimo sui nostri passi per cercarla, dopo averla dimenticata a casa o in ufficio? …
se l’utilizzassimo per mandare dei messaggi ai nostri amici? …
se la trattassimo come se non potessimo vivere senza di lei? …
se la regalassimo ai nostri figli, per essere sempre in contatto con loro? …
se la portassimo con noi in viaggio, nel caso in cui avessimo bisogno di aiuto? ..
se la aprissimo immediatamente in caso di pericolo?
Contrariamente al cellulare, la Bibbia ha sempre ‘campo’. Possiamo connetterci ed essere in contatto con Dio, in qualsiasi luogo persino in alta montagna, o in mare aperto.
Non dobbiamo preoccuparci della mancanza di credito, perché Gesù ha già pagato per sempre la ricarica, e i crediti sono illimitati.
Ancora meglio: la comunicazione non viene mai interrotta, e la batteria è caricata per tutta una vita.
 
NUMERI DA DIGITARE in caso di PERICOLO:

• Se sei triste componi * Giovanni 14 *
• Se la gente mormora contro di te componi * Salmo 27 *
• Se sei innervosito o stressato componi * Salmo 51 *
• Se sei ansioso componi * Matteo 6:19-24 *
• Se sei in pericolo componi * Salmo 63 *
• Se la tua fede ha bisogno di essere fortificata componi * Ebrei 11 *
• Se ti senti solo e hai paura componi * Salmo 22 *
• Se sei duro e critico componi * 1 Corinzi 13 *
• Per conoscere il segreto della felicità componi * Colossesi 3:12-17
• Se ti senti triste e solo componi * Romani 8:31-39 *
• Se desideri la pace e il riposo componi * Matteo 11:25-30 *
• Se il mondo ti sembra più grande di Dio componi * Salmo 90 *.

Annota questi numeri nella tua agenda magari in quella del tuo cellulare!.
Forse, se ne farai uso, saranno importanti in alcuni momenti della tua vita!
Ci sono momenti in cui è meglio avere un numero biblico da comporre  per trovare l’aiuto di Dio che avere un numero di telefono da comporre per Trovare l’aiuto di un uomo.

Pubblicato in Blog
Giovedì 10 Novembre 2011 16:07

Il banco delle mele

Il banco delle mele

Un gruppo di venditori fu invitato a un con­vegno.
Tutti avevano promesso alle proprie famiglie che sarebbero tor­nati in tempo, la sera del venerdì, per la cena.
Il convegno, però, termi­nò più tardi del previsto e arrivarono all’aeroporto appena in tempo per il volo. Entrarono tutti correndo e, sen­za volerlo, uno di loro inciampò in un banco con un cesto di mele, che cad­dero e si sparsero per terra.
I venditori, di corsa, riuscirono a salire sull’aereo.
Tutti, eccetto uno, che tornò al terminal per un senti­mento di comprensione verso la pa­drona del banco delle mele.
La sor­presa fu grande quando si accorse che la venditrice era una bambina cieca. La trovò che piangeva e tocca­va il pavimento, cercando invano di raccogliere i frutti.
Le persone, intan­to, passavano senza fermarsi. Con in­differenza.
Quel venditore, invece, si inginocchiò con lei, mise le mele nel­la cesta e aiutò la bambina a monta­re di nuovo il banco. Resosi conto che, nella caduta, molte mele si era­no rovinate, tirò fuori dal portafogli degli euro per ripagare il danno.
Poi chiese: «Tu stai bene?». E lei, sorri­dendo, annuì con la testa. Lui comin­ciò ad allontanarsi, ma la bambina lo fermò chiamandolo: «Signore, sei tu Gesù?».
Lui proseguì, girandosi più volte verso di lei.
Quella domanda gli vibrava dentro. Perché qualcuno lo aveva preso per Gesù?

Questa storia mi ha insegnato quanto sia importante essere Gesù per gli altri.
Ma anche a considerare quanti Gesù incontriamo tutti i gior­ni sulle nostre strade.

Pubblicato in Blog
Giovedì 10 Novembre 2011 16:02

15 centesimi...

15 centesimi...
Ai tempi in cui un gelato con sciroppo e frutta costava molto meno, un ragazzo di dieci anni entrò nel bar di un albergo e si sedette a un tavolo.
Una cameriera mise un bicchiere di acqua davanti a lui. "Quanto costa un gelato con sciroppo e frutta?".
"50 centesimi" replicò la cameriera.
Il ragazzino tirò fuori la mano dalla tasca ed esaminò il numero di monete che aveva.
"Quanto costa una porzione di gelato normale?" s'informò.
Alcune persone stavano cercando un tavolo e la cameriera era un po' impaziente.
"35 centesimi" disse bruscamente.
Il ragazzino contò ancora le monete. "Prendo il gelato normale" disse.
La cameriera portò il gelato, mise il conto sul tavolo e se ne andò.
Il ragazzo finì il gelato, pagò al cassiere e se ne andò.
Quando la cameriera ritornò, iniziò a pulire il tavolo e rimase di stucco per quello che vide. Accanto al piatto vuoto, messi ordinatamente, c'erano 15 centesimi, la sua mancia.

Pubblicato in Blog
Venerdì 04 Novembre 2011 19:25

A mani vuote...

A mani vuote...

Ai tempi di Erode, la notte in cui nacque Gesù, gli angeli portarono la buona notizia ai pastori.
C’era un pastore poverissimo, tanto povero che non aveva nulla.
Quando i suoi amici decisero di andare alla grotta portando qualche dono, invitarono anche lui.
Ma lui diceva: “Io non posso venire, sono a mani vuote, che posso fare?“.
Ma gli altri tanto dissero e fecero, che lo convinsero.
Così arrivarono dov’era il bambino, con sua Madre e Giuseppe.
Maria aveva tra le braccia il bambino e sorrideva, vedendo la generosità di chi offriva cacio, lana o qualche frutto.
Scorse il pastore che non aveva nulla e gli fece cenno di venire.
Lui si fece avanti imbarazzato.
Maria, per avere libere le mani e ricevere i doni dei pastori, depose dolcemente il bambino tra le braccia del pastore che era a mani vuote…
(S. Fausti)

Pubblicato in Blog
Venerdì 04 Novembre 2011 19:18

La trappola per topi

La trappola per topi

Preoccupatissimo, il topo vide che il padrone della fattoria aveva comprato una trappola per topi: era deciso ad ammazzarlo! Cominciò ad allertare tutti gli altri animali: “Attenzione alla trappola! Attenzione alla trappola!”
La gallina, udendo le grida, gli chiese di star zitto: “Mio caro topo, so che per te è un problema, ma non mi toccherà in alcun modo, quindi, non fare tanto baccano!”
Il topo andò a parlare con il maiale, che si sentì infastidito perché era stato interrotto nel sonno. “C’è una trappola in casa!” “Capisco la tua preoccupazione, e sono solidale con te” rispose il maiale. “Ti garantisco, quindi, che stasera sarai presente nelle mie preghiere; oltre a questo non posso fare altro.”
Più solo che mai, il topo andò a chiedere aiuto alla mucca. “Mio caro topo, e io che c’entro con questo? Hai mai visto una mucca ammazzata da una trappola per topi?”
Vedendo che non riusciva a ottenere la solidarietà di nessuno, il topo se ne tornò a casa nella fattoria, si nascose nel suo buco e passò tutta la notte sveglio, per paura che gli capitasse qualcosa di tragico.
All’alba, si udì un rumore: la trappola aveva appena catturato qualcosa!
La moglie del fattore scese per vedere se il topo era stato acchiappato. Siccome era buio, non si accorse che la trappola aveva catturato solo la coda di un serpente velenoso: quando si avvicinò, fu morsa. Il fattore, udendo le grida della moglie, si svegliò e la portò immediatamente all’ospedale. La donna fu trattata a dovere e tornò a casa. Ma continuava ad avere la febbre. Sapendo che per i malati non c’è rimedio migliore di un buon brodo, il fattore ammazzò la gallina.
La donna cominciò a riprendersi e, visto che erano tutti e due molto amati nella zona, i vicini andarono a trovarli.
Grato per una tale dimostrazione di affetto, il fattore ammazzò il maiale per servirlo ai suoi amici.
Finalmente, la donna guarì, ma i costi delle cure erano stati molto alti. Così il fattore mandò la sua mucca al mattatoio e usò il denaro ricavato dalla vendita della carne per pagare tutte le spese.
Il topo assistette a tutto ciò, sempre pensando: “Eppure io avevo anche avvisato. Non sarebbe stato molto meglio se la gallina, il maiale e la mucca avessero capito che il problema di uno di noi mette a rischio tutti quanti?”

Pubblicato in Blog
Venerdì 04 Novembre 2011 19:01

I due fratelli...

I due fratelli...

C'erano due fratelli che abitavano nella stessa casa e si comportavano uno verso l'altro in modo molto bello.
Il più giovane era sposato, il più anziano no.
Al tempo del raccolto portarono a casa il grano e lo divisero in due mucchi uguali.
Durante la notte il più grande pensò: - Mio fratello ha famiglia, mentre io sono solo.  
Si alzò e mise una parte del suo raccolto sul mucchio del fratello.
Anche il più giovane si svegliò e pensò: - Mio fratello è solo: chi si prenderà cura di lui un domani? 
Si alzò e depose parte del suo raccolto su quello del fratello.
Al mattino con grande meraviglia videro che la quantità dei loro covoni era identica a quella della sera prima.
La notte seguente, mentre ognuno dei due stava pensando che l' altro dormisse, si alzarono e presero ciascuno una parte del proprio raccolto per portarla all'altro.
Ma a metà strada i due d'improvviso s'incontrarono. Allora ciascuno di loro comprese quanto grande fosse il bene che l'altro gli voleva.
Ti preghiamo, Signore, mandaci ogni giorno persone che siano ben disposte verso di noi.
E fa' che diventiamo anche noi persone che trattano gli altri come fratelli.
Così i nostri sguardi s'incroceranno con le parole buone e con mani pronte ad aiutare.

Pubblicato in Blog
Venerdì 04 Novembre 2011 18:57

Il lago ghiacciato

Il lago ghiacciato

Una volta, due piccoli amici si divertivano a pattinare su un laghetto gelato.
Era una sera nuvolosa e fredda, i due bambini giocavano senza timore; improvvisamente il ghiaccio si spaccò e si aprì inghiottendo uno dei bambini.
Lo stagno non era profondo, ma il ghiaccio cominciò quasi subito a rinchiudersi.
L’altro bambino corse alla riva, afferrò la più grossa pietra che riuscì a trovare e si precipitò dove il suo piccolo compagno era sparito. Cominciò a colpire il ghiaccio con tutte le sue forze, picchiò e picchiò finché riuscì a rompere il ghiaccio, afferrare la mano del suo piccolo amico e aiutarlo a uscire dall’acqua…
Quando arrivarono i pompieri e videro quanto era accaduto si chiesero sbalorditi: “Ma come ha fatto? Questo ghiaccio è pesante e solido, come ha potuto spaccarlo con questa pietra e quelle manine minuscole?”.
In quel momento comparve un anziano che disse: “lo so come ha fatto”. “Come?”, chiesero.
Il vecchietto rispose: “Non aveva nessuno dietro di lui a dirgli che non poteva farcela…”
Dentro di te hai una forza incredibile che spesso dimentichi di avere....ricorda di tirarla fuori!!!

Pubblicato in Blog
Martedì 01 Novembre 2011 15:46

Il cerchio della gioia

Il cerchio della gioia!
Un giorno, non molto tempo fa, un contadino si presento' alla porta di un convento e busso' energicamente.
Quando il frate portinaio apri' la pesante porta di quercia, il contadino gli mostro', sorridendo, un magnifico grappolo d'uva.
"Frate portinaio" disse il contadino "sai a chi voglio regalare questo grappolo d'uva che e' il piu' bello della mia vigna?"
"Forse all'abate o a qualche padre del convento" rispose il frate
"No, a te!", replico'
"A me?" Il frate portinaio arrossi per la gioia "Lo vuoi dare proprio a me?"
"Certo, perche' mi hai sempre trattato con amicizia e mi hai sempre aiutato, voglio che questo grappolo d'uva ti dia un po' di gioia"!
La gioia semplice e schietta che vedeva sul volto del frate portinaio illuminava anche lui.
Il frate portinaio mise il grappolo d'uva bene in vista e lo ammiro' per tutta la mattinata. Era veramente un grappolo stupendo. Ad un certo punto gli venne un'idea: "perché non porto questo grappolo all'abate per dare un po' di gioia anche a lui?"
Prese il grappolo e lo porto' all'abate. L'abate ne fu sinceramente felice, ma si ricordo' che c'era nel convento un vecchio frate ammalato e penso': "portero' a lui il grappolo, cosi si sollevera' un poco".
Cosi il grappolo d'uva emigro' di nuovo, ma non rimase a lungo nelle cella del frate ammalato. Costui penso' infatti che il grappolo avrebbe fatto la gioia del frate cuoco, che passava le giornate a sudare sui fornelli, e glielo mando'.
Ma il frate cuoco lo diede al frate sacrestano per dare un po' di gioia anche a lui, questi lo porto' al frate giovane del convento, che lo porto' ad un altro frate, che penso' bene di darlo ad un altro, finche', di frate in frate, il grappolo d'uva torno' dal frate portinaio sempre per portargli un po' di gioia.
Cosi fu chiuso il cerchio, UN CERCHIO DI GIOIA
Non aspettare che inizi qualche altro. Tocca a te, oggi, cominciare un cerchio di gioia.
Spesso basta una scintilla piccola piccola per far esplodere una carica enorme, basta una scintilla di bonta' e il mondo comincera' a cambiare. L'amore e' l'unico tesoro che si moltiplica per divisione: e' l'unico dono che aumenta quanto piu' ne otterrai. E' l'unica impresa nella quale piu' si spende piu' si guadagna; regalalo, buttalo via, spargilo ai quattro venti, vuotati le tasche, scuoti il cesto, capovolgi il bicchiere e domani ne avrai piu' di prima".

Pubblicato in Blog
Martedì 01 Novembre 2011 15:38

Le mani di Dio...

Le mani di Dio...

Un maestro viaggiava con un discepolo incaricato di occuparsi del cammello.
Una sera, arrivati ad una locanda, il discepolo era talmente stanco che non legò l’animale.
“Mio Dio, pregò coricandosi, prenditi cura del cammello: te lo affido”.

Il mattino dopo il cammello era sparito.
“Dov’è il cammello?” chiese il maestro.
“Non lo so”, rispose il discepolo. “Devi chiederlo a Dio! Ieri sera ero così sfinito che gli ho affidato il cammello. Non è certo colpa mia se è scappato o è stato rubato. Ho semplicemente domandato a Dio di sorvegliarlo. E’ Lui il responsabile.
Tu mi esorti sempre ad avere la massima fiducia in Dio, no?”
“Abbi la più grande fiducia in Dio, ma prima lega il tuo cammello”, rispose il maestro.
“Perché Dio non ha altre mani che le tue”.

Dio solo può dare la fede;
tu, però, puoi dare la tua testimonianza.
Dio solo può dare la speranza;
tu, però, puoi infondere fiducia nei fratelli.
Dio solo può dare l’amore;
tu, però, puoi insegnare all’altro ad amare.
Dio solo può dare la pace;
tu, però, puoi seminare l’unione.
Dio solo può dare la forza;
tu, però, puoi dare sostegno a uno scoraggiato.
Dio solo è la via;
tu, però, puoi indicarla agli altri.
Dio solo è la luce;
tu, però, puoi farla brillare negli occhi di tutti.
Dio solo è la vita;
tu, però, puoi far rinascere negli altri il desiderio di vivere.
Dio solo può fare ciò che appare impossibile;
tu, però, potrai fare il possibile.
Dio solo basta a se stesso;
egli, però, preferisce contare su di te

Pubblicato in Blog