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Giovedì 25 Agosto 2011 17:12

Peregrinatio Madonna del Tindari

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Che tra gli abitanti dei paesi che s’affacciano sulla valle del Dinarini fosse intensa e profonda la devozione per la Madonna Nera del Tindari è testimoniato dal fatto che da decenni essi si recano annualmente in pellegrinaggio, attraverso i Monti Peloritani, nel suo antico e famoso santuario a picco sul Mar Tirreno, ma che l’accoglienza riservata a Lei, che pellegrina, dall’11 al 27 luglio, ha voluto incontrare i suoi devoti nei luoghi natii, una volta appartenenti all’Archimandritato del SS. Salvatore, fosse stata così calorosa e partecipata, è andato al di là di ogni aspettativa.
In tanti, in macchina e in pullman, l’hanno scortata fin dalla partenza dal santuario per la carrozzabile di montagna e, quando ha raggiunto le porte di Mandanici, ad attenderla tra i moltissimi fedeli c’era l’arcivescovo metropolita di Messina, mons. Calogero La Piana, con i due parroci della Vallata, padre Salvatore Orlando e padre Santino Caminiti, e i sindaci di Mandanici Armando Carpo, di Pagliara Santino Di Bella, di Roccalumera Gianni Miasi e di Alì Carmelo Satta. Erano ancora presenti l’assessore provinciale ai Lavori Pubblici Lino Monea, il consigliere provinciale Giuseppe Lombardo e, in rappresentanza delle autorità militari, il maresciallo Rosario Carrolo, comandante della stazione dei Carabinieri di Mandanici.
La cara e ieratica immagine della Bella Madre “’o Tunnaru”, appartenente al genere delle Odigitrie del Medio Oriente,è stata accompagnata dalla banda musicale di Mongiuffi Melia che ha eseguito musiche di canti mariani intervallate dal suono ancestrale del tamburo, ritmato magistralmente da Antonio Sturiale, mentre in processione sfilavano le componenti delle varie comunità parrocchiali con i rispettivi stendardi, i vigili urbani in alta uniforme con i gonfaloni civici e i rappresentanti della Croce Rossa Italiana con le proprie insegne. Al tocco festoso delle campane del vespro, l’imponente corteo è entrato nella monumentale matrice S. Domenica stracolma di pellegrini. Mandanici per tre giorni è stata meta di un ininterrotto e devoto pellegrinaggio caratterizzato da celebrazioni, preghiere, processioni e da un concerto di canti mariani curato dalla corale “Madre Veronica” diretta dalla suora cappuccina Graziella Pulitano.
E’ proseguita così quest’attesa peregrinatio mariana che, grazie anche al servizio dei bus-navetta, ha visto la partecipazione di molti fedeli dell’interland e ha toccato tutte le contrade della Valle degli Ulivi ad iniziare da Badia, sede della celebre abbazia basiliana della SS. Annunziata, per continuare nella parrocchia S. Giovanni di Locadi, antichissima cittadina forse prearaba ed attuale pittoresca frazione simile ad un piccolo presepe a precipizio sulla fiumara. In queste due località si sono rinnovate le manifestazioni spontanee di devozione culminate, a Badia, in una celebrazione eucaristica molto partecipata e, a Locadi, nel gioioso omaggio dei bambini che, richiamati dalla Mamma celeste, hanno pregato, cantato e fatto festa.
Quarta tappa è stata Pagliara: nella parrocchia ss. Pietro e Paolo celebrazione eucaristica, presieduta dal Rettore del Santuario, don Antonino Gregorio e nella chiesa di s. Sebastiano una veglia vocazionale guidata dalle suore Speranzine del santuario di Tindari e poi ancora recita del s. Rosario, Confessioni, Processioni e tanta preghiera. La Madonna è stata, quindi, portata nella frazione, più a valle, di Rocchenere: nella parrocchia S. Francesco di Paola il momento culminate è stato quello della preghiera assieme agli ammalati, molti dei quali, non potendo più andare in pellegrinaggio nella lontana casa di Maria, hanno atteso con ansia di poter riabbracciare la Salus informorum, così invocata nelle litanie lauretane del s. rosario, alla quale affidarsi per essere consolati. Ultima tappa nella matrice Madonna della Catena di Roccalumera, con un altrettanto nutrito programma di manifestazioni: nell’animazione dei riti comunitari si sono alternati i fedeli del Rinnovamento nello Spirito e dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio della parrocchia S. Maria del Rosario di Furci.
Particolarmente toccante il momento del distacco. Allorché la Celeste Pellegrina è partita per far rientro nella sua basilica, nessuno è riuscito a trattenere le lacrime e molti, in pullman e in auto, hanno voluto accompagnarla recando in dono i prodotti della terra e del loro lavoro: olio, vino, frutta, ortaggi. Una peregrinatio indimenticabile, testimonianza di una fede sincera, custodita gelosamente nei cuori di questi fedeli che se la tramandano di padre in figlio, e che in questi giorni, al cospetto della Madre di Dio, è esplosa con autentica genuinità.

                                                                                                                        di Antonino BLANDINI

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